Beato Giorgio Preca

(1880 - 1962)



Anthony Cilia, O.Carm
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L'8 maggio 2001, Giovanni Paolo II, al ritorno del suo viaggio in Siria, si è fermato a Malta per beatificare, il giorno seguente, Don Giorgio Preca. Chi è questo maltese che dopo quarant'anni dalla sua scomparsa viene riconosciuto dalla Chiesa per le sue virtù eroiche? Quale è il suo legame con l'Ordine Carmelitano e cosa ci insegna come figli del Carmelo?


Don Giorgio nacque a Malta il 12 febbraio 1880 in una famiglia di 9 figli, molto devota ed esemplare. Viveva a Valletta, a pochi passi dal Santuario della Madonna del Carmine. Da bambino, secondo l'usanza del tempo, Giorgio venne incorporato nella Famiglia Carmelitana con l'imposizione dello Scapolare. Era un bambino molto vivace a tal punto che una volta, all'età di quattro anni, rischiò di annegare. Quel giorno, il 16 luglio, fu salvato, come raccontava lui stesso, dall'intercessione materna della Madonna. Ancora giovane sentì la vocazione per il sacerdozio ed entrò nel seminario maggiore per iniziare i suoi studi filosofici e teologici. Fu ordinato sacerdote il 22 Dicembre 1906. 

Apostolato

Nei primi mesi del 1907, il giovane Don Giorgio, appena ordinato sacerdote diede inizio alla sua missione raccogliendo attorno a sé e formando un piccolo gruppo di giovani ventenni, imprimendo nel loro cuore i principi morali, il timore di Dio e la consapevolezza dell'infinito amore che il Signore nutre per l'umanità. Essi costituirono il primo germoglio della Società Dottrina Cristiana, detta comunemente MUSEUM, lettere iniziali di "Magister, Utinam Sequatur Evangelium Universus Mundus" ("Signore, che l'intero mondo segua il Vangelo!"). L'opera di Don Giorgio era l'educazione religiosa dei bambini, dei ragazzi, delle ragazze e dei giovani eseguita da laici preparati. L'attività della Società era ed è basata soprattutto sulla vita spirituale. Ogni membro dell'associazione è tenuto a cercare la perfezione cristiana, modellando la propria vita su Cristo Crocifisso. Per realizzare in pieno tale unione col Signore e per svolgere meglio il proprio compito a servizio del Regno, i membri della Società si obbligano al celibato. La loro vita d'intima unione con Cristo nella Chiesa si fortifica mediante la partecipazione attiva ai sacramenti, alla mortificazione, alla rinuncia di sé per compiere la volontà di Dio, alla direzione spirituale e alla preghiera unita al lavoro quotidiano. 

Spiritualità

Don Giorgio indirizza la gente il 15 agosto 1954, in occasione della benedizione del terreno dove venne costruita la Sede della Societas Doctrinae Christianae (SDC) a Blata l-Bajda, Malta

Don Giorgio riusciva ad assimilare dalle diverse forme di spiritualità tutto ciò che, rielaborato in una forma sua personale, poteva rivelarsi adatto alla sua società. San Vincenzo de' Paoli, san Filippo Neri, sant'Alfonso Maria de Liguori, san Francesco d'Assisi, sant'Ignazio di Loyola, santa Teresa di Gesù e san Giovanni della Croce erano da lui ben conosciuti, come testimoniano i suoi scritti. La sua personalità originale e creativa, però, riusciva ad assimilare la loro spiritualità e ad esprimersi nella sua maniera fresca, semplice e originale. Lo stesso faceva con la liturgia. Era solito dire: "Il mio pane lo faccio con la farina che prendo dal sacco degli altri. Alla fin fine tutti dobbiamo attingere da un unico sacco: il Vangelo". Don Giorgio sapeva spezzare il pane della Parola in piccoli pezzi, che ognuno poteva masticare bene e assimilare per il bene dell'anima. Pensiero centrale della sua spiritualità e della sua teologia era l'Incarnazione: "Verbum Dei caro factum est" ("Il Verbo di Dio si fece carne"). Prese queste parole come motto ed emblema distintivo della Società e della sua vita. Sull'esempio del Maestro, Don Giorgio si incarnò nella vita del popolo maltese, e optando per il piccolo, il povero, il malato, il sofferente, il popolo semplice che spesso è vittima di quanti esercitano il potere, cercò di amare Dio con tutta l'anima, con tutto il cuore, con tutte le forze.

Relazione con i Carmelitani

Un biglietto indirizzato a Fra Alberto Buttigieg, O.Carm., nel quale scrive: "Ho ricevuto la sua lettera, e la informo che accetto gli auguri da lei inviati: e auspico gli stessi auguri anche per lei.  Sac. Giorgio Preca. 
20 dicembre 1938"

Nella sua vita cristiana Don Giorgio non si accontentava del minimo. Da bambino indossava sempre lo scapolare, da grande voleva impegnarsi di più alla sequela della Vergine Maria, diventando un Terziario Carmelitano. S'iscrisse a Santa Venera il 21 luglio 1918 dal Padre Cirillo Ellul, O.Carm., e professò il 26 settembre dell'anno successivo davanti al Padre Franco Ellul, O.Carm. Alla sua professione scelse il nome di "Franco", come il Beato carmelitano Franco di Siena, il quale, prima di dedicarsi totalmente a Dio e alla Beata Vergine, ha vissuto una vita lontana dal Creatore. Don Giorgio scelse il nome di questo beato perché riteneva se stesso un grande peccatore...... una caratteristica di molti santi. Conosceva molto bene la vita del Beato e cercava di imitarlo nelle sue virtù. Si sentiva un vero membro della Famiglia Carmelitana a tal punto che diverse volte, nei suoi scritti, si identificò come Carmelitano, utilizzando il suo nome di Terziario al posto di quello proprio. Per il suo zelo è stato invitato parecchie volte dai Direttori locali del Terz'Ordine a tenere delle conferenze nei diversi centri. Nel 1952, come riconoscimento alla sua infaticabile divulgazione della devozione alla Madonna del Carmine, Don Giorgio venne affiliato all'Ordine Carmelitano dal Priore Generale P. Kilian Lynch, O.Carm. Le sue relazioni con i Carmelitani erano sempre cordiali e amichevoli. Don Giorgio visse gli ultimi anni della sua vita a Santa Venera, nella parrocchia dei Carmelitani, dove prima di passare alla vita eterna fu confortato con i santi sacramenti dal P. Kilian Azzopardi, O.Carm.

Figlio del Carmelo

L'Ordine Carmelitano si impegna alla sequela radicale di Gesù Cristo attraverso i consigli evangelici e i valori fondamentali della contemplazione, la fraternità e il servizio al popolo di Dio, seguendo l'esempio del Profeta Elia e della Vergine Maria.

Il Profeta Elia: Lo spirito del Profeta è stato incisivo nella vita di Don Giorgio e in tutto ciò che faceva. Cercò di imprimere nei suoi seguaci una vita di comunione con Dio e di servizio alla gente. La preghiera fu il punto centrale della sua azione. Durante il giorno si ritirava spesso a pregare. Era fiero di portare il cognome "Preca" (una parola derivata dalla parola latina "preces" che significa "preghiera"): "per non dimenticare che devo essere un uomo di preghiera" diceva. A tal fine compose un manuale di preghiere quotidiane per i membri della Società e lo mise sotto il patrocinio del Profeta Elia, l'uomo pieno di zelo e di carità verso Dio e il suo popolo. Volle che i suoi seguaci, oltre alla commemorazione del 20 luglio, dedicassero ogni quinta domenica del mese al Profeta Elia. Similmente al Profeta Elia, il cuore di Don Giorgio ardeva per "il Signore degli eserciti" (1Re 19,10). Girò tutta Malta per predicare l'amore e la giustizia di Dio, e per incoraggiare la gente alla conversione. Voleva che Dio fosse conosciuto e amato dal popolo con tutto il cuore. La sua Istituzione, e lo stesso significato del nome "MUSEUM", risuona e richiama le parole del Profeta Elia ".... che questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio...." (1Re 18,37). Non si stancava mai di aiutare i più bisognosi, gli afflitti, gli ammalati.

Una rappresentazione che ricorda Don Giorgio e il suo legame alla chiesa di Santa Venera e la sua devozione alla Madonna tramite lo Scapolare.

La Vergine Maria: La devozione che Don Giorgio nutriva per la Vergine Maria derivava da una teologia sana, Cristocentrica, dalla quale fu portato a riconoscere la sua preminenza nel piano della salvezza. Mosso da questa profonda fede s'impegnò fortemente, sia con la sua parola e con i suoi scritti, ad alimentare nel popolo una devozione autentica verso la Madre di Dio. Come un vero Carmelitano espresse la vicinanza amorosa di Maria al popolo mediante la devozione dello Scapolare, segno di consacrazione a lei e strumento efficace di evangelizzazione. Nel suo apostolato Don Giorgio si vantò volentieri di questo segno per ravvicinare l'uomo a Dio tramite Maria. Nelle sue prediche circa la Vergine Maria, Don Giorgio quasi sempre raccomandava lo Scapolare. In uno dei suoi scritti (1947), Don Giorgio dice: "Si deve capire bene il significato delle parole di Maria Santissima: lo Scapolare è un segno di fratellanza con lei. Che onore è questo che la Madre di Dio ti tratta come uno dei suoi fratelli! Con quale fervore si deve indossare lo Scapolare del Carmine." Don Giorgio ricordava sempre a chi indossava lo Scapolare di non abusare della materna protezione e di vivere la consacrazione nella grazia. Quando istituì il MUSEUM, desiderò che la domenica seguente il 16 luglio, i membri della Società si incontrassero per trattare le sei virtù principali di Maria, per imitarla e dedicarsi a Lei. Per Don Giorgio più che altro, lo Scapolare del Carmine significava un vestito spirituale, quello delle virtù di Maria. In un'altra opera, "I santi ci parlano", riferendosi alla visione di san Simone Stock, immaginava il santo raccomandare: "Vestitevi di Maria, voi che amate Maria." Predicò questa devozione instancabilmente; incorporò nella Famiglia Carmelitana attraverso lo Scapolare centinaia di persone. Richiese ai suoi seguaci di indossarlo sempre e voleva che anche loro fossero apostoli del S. Scapolare. Nella Regola lasciò scritto che i soci incaricati di predicare durante le missioni parrocchiali cercassero di promuovere questa devozione sia con la predicazione che con l'incorporazione alla Famiglia Carmelitana di tutti i partecipanti a queste conferenze. Inoltre, voleva che tutti i ragazzi del MUSEUM, dopo la loro prima comunione, si rivestissero dello Scapolare del Carmine, e fossero sotto la materna protezione di Colei alla quale Dio stesso affidò Suo figlio. 

Conclusione


Una rappresentazione con Don Giorgio e i membri del MUSEUM

I limiti di Don Giorgio non sono stati pochi, ma si resta anche meravigliati vedendo come abbia saputo prevenire i tempi e l'aggiornamento del Concilio Vaticano II: l'importanza data alla Bibbia, l'uso del maltese per far giungere più direttamente al popolo la Parola di Dio, lo status assegnato ai laici nell'evangelizzazione e nella Chiesa, il metodo popolare nell'insegnamento catechistico. Era naturale che la gente accorresse alle sue prediche, si fidasse di lui, affollasse le sue catechesi e i genitori affidassero volentieri i loro bambini ai suoi catechisti. Don Giorgio morì il 26 luglio 1962, all'età di 82 anni, ma la sua presenza e il fascino del suo spirito sono ancora sentite quasi in tutte le famiglie maltesi. Don Giorgio Preca è il santo dei nostri tempi, non tanto per i fatti straordinari che si ricordano della sua vita, ma soprattutto per il suo monumento vivo che è la Società del MUSEUM, oggi operante anche in Australia, Sudan, Kenya, Gran Bretagna, Albania e Perù. Don Giorgio è un figlio degno del Carmelo, ma non tanto perché è stato un Terziario Carmelitano o perché indossava lo Scapolare e predicava la Madonna, ma piuttosto perché visse una vita di intimità e di unione con Dio e di servizio ai fratelli sull'esempio della Vergine Maria e del Profeta Elia.
 
 

LA VOCE DEI GIORNALI MALTESI

alla scomparsa di Don Giorgio Preca


P. Joseph Chalmers, Priore Generale dell'Ordine 
Carmelitano, alla tomba del Ven. Don Giorgio, 
il 10 maggio 2000, durante la sua visita a Malta

IL-POPLU, 3 agosto 1962

"L'indomani della morte del Professore Anastasio Cuschieri, O.Carm., Malta soffriva un'altra perdita dolorosa; nella persona di Don Giorgio del MUSEUM. Stiamo perdendo gente che non sarà facile trovare chi li possa sostituire."

THE BULLETIN, 28 luglio 1962

"Don Giorgio non è più fra noi. Chi lo può dimenticare? Lo ricorderanno certo le migliaia di anime che cercavano i suoi consigli per avere la pace delle loro coscienze, i bambini che gli correvano dietro per domandargli la benedizione, le migliaia che avevano la buona sorte di leggere i suoi scritti, che sono il suo monumento perenne."

BULLETIN (AUSTRALIA), 24 agosto 1962

"Don Giorgio Preca ha finito la missione che gli fu affidata dal buon Dio. Ha fatto il mondo migliore, col fare suscitare nella Chiesa una società laica, che apparentemente è destinata a crescere sotto la sua guida ispirata e ad estendersi in tutto il mondo. Egli era ben conosciuto come confessore, direttore di anime, scrittore e maestro spirituale. La gente lo amava, perché piuttosto che predicare, lui parlava. Parlava il linguaggio semplice del popolino. Parlava soprattutto con convinzione, che sgorgava spontanea dalla sua fede vissuta. E' opinione generale che sia stato lui che abbia salvato le isole nostre dall'ignoranza religiosa."

Un francobollo emesso dall'ufficio filatelico maltese in occasione del primo centenario dalla nascita di Don Giorgio

IT-TORCA, 28 luglio 1962

"Il suo sogno era vedere il popolo di queste isole ben radicato nell'amor di Dio e del prossimo; vederli vivere come fratelli, uniti in una sola fede, sempre in pace ed armonia tra loro. Era tale la sua santità, che era stimato dalla maggior parte del popolo di Malta e di Gozo come l'Uomo di Dio."

IL-BERQA, 3 agosto 1962

"Don Giorgio aveva un amore immenso per la gente del popolo; le sue prediche venivano dal cuore. Chi mai può dire quanti cuori abbia consolato, quante opere di carità di cui fu ispiratore, quante anime abbia avvicinato a Dio? Era un sacerdote di sacrificio e di edificazione, fino all'ultimo respiro della sua vita. Sacerdoti come Don Giorgio restano sempre vivi anche dopo morte, nella scia luminosa di virtù che lasciano dietro di sé."

LEHEN IS-SEWWA, 28 luglio 1962

"Don Giorgio nutrì sempre un aborrimento profondo per tutto quello che sa di mondano. Il denaro non ebbe mai alcuna presa sul suo cuore. Difatti non portava mai denaro con sé. Lo stesso si può affermare per quanto riguarda gli onori. Sempre cercò il nascondimento e mai lo si vide in luoghi di frastuono o di divertimento. Era sempre un uomo di sacrificio e sempre esemplare in tutto."

SUNDAY TIMES OF MALTA, 29 luglio 1962

"Don Giorgio sparse per tutta l'Isola la devozione al "Verbum Dei", alla medaglia miracolosa e all'abitino del Carmine. Il monumento di Don Giorgio non sparirà mai in mezzo a noi, perché non è un monumento fatto di marmo o di bronzo, ma un monumento vivente: la Società del MUSEUM da lui fondata."

THE BULLETIN, 31 luglio 1962

"Non abbiamo a Malta una forza spirituale che possa pareggiare con la Società del MUSEUM. Come i fondatori dei grandi movimenti religiosi, Don Giorgio ci ha lasciato in eredità una organizzazione apostolica profondamente radicata, che opera maggiormente tra le classi operaie. Non abbiamo un sacerdote più rispettato e venerato del defunto Don Giorgio Preca."

IL-HADDIEM, 5 agosto 1962

"I meriti del lavoro apostolico compiuto da Don Giorgio sono incalcolabili. Però, il suo più grande merito è quello di essere stato in queste isole nostre il pioniere dell'apostolato laico. Per misurare le dimensioni della figura di Don Giorgio dobbiamo prendere in considerazione questo fatto lampante. Fu Don Giorgio il primo che ebbe l'idea di organizzare i laici per fare l'apostolato. Fu una idea tutta sua, originale. Nessuno prima di lui aveva mai concepita l'idea di gruppi di laici, organizzati in ogni parrocchia, saldamente formati ed attivi nel lavoro dell'apostolato. Ed è bene ricordarci: questo avveniva 55 anni fa, nel 1907."

MALTA TAGHNA, 4 agosto 1962

"Traspariva in Don Giorgio quella semplicità e quell'entusiasmo, che sono una delle note caratteristiche ed autentiche della santità. La sua filosofia della vita era tutta orientata all'amore e al sacrificio. Il popolino quando viene incontro ad un santo genuino, subito intuisce la sua santità e non si inganna. Ed è perciò che tutti, generazione dopo generazione, amarono sempre Don Giorgio e gli corsero dietro. Gli corsero dietro anche il giorno del suo funerale, perché furono circa 20.000 che si raccolsero a Hamrun, per dare l'ultimo saluto alla sua salma."

Il Superiore Generale della SDC, Sig. Victor Delicata, presenta al Priore Generale, P. J. Chalmers, una copia del Positio per la causa di beatificazione di Don Giorgio. (Nella foto: P. A.Vella, O.Carm., Consigliere Generale, P. J.Chalmers, Sig. V.Delicata, P. A.Zammit, O.Carm., Provinciale, Sig. J.Formosa, Segretario Generale, SDC)



Per ulteriori informazioni:

Società Dottrina Cristiana

in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese, maltese


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Ultima revisione: 10 mayo 2006