RELAZIONE DEL PRIORE GENERALE

Il ruolo dell’autorità nella promozione del carisma

1.       Come Ordine stiamo lavorando da diversi anni per chiarificare il nostro carisma. Nelle Costituzioni e nella Ratio abbiamo offerto una bella descrizione a riguardo.

«Vivere in ossequio di Gesù Cristo
e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza»:(1)
questa frase di ispirazione Paolina
è la matrice di tutte le componenti del nostro carisma
e la base su cui Alberto ha costruito il nostro progetto di vita.
Il particolare contesto palestinese delle origini e l’approvazione dell’Ordine
nella sua evoluzione storica da parte della Sede Apostolica
hanno arricchito di nuovi sensi ispirativi la formula di vita della Regola.
I Carmelitani vivono il loro ossequio a Cristo
impegnandosi nella ricerca del volto del Dio vivente
(dimensione contemplativa della vita),
nella fraternità e nel servizio (diaconia)
in mezzo al popolo.(Cost. 14)

L’elemento unificante dello stile di vita carmelitano è la contemplazione, compresa come viaggio nel deserto dove siamo trasformati, dove i nostri modi umani limitati di pensare, amare, vivere diventano modi divini (Cost. 17). In questo guardiamo principalmente alla Madre di Dio e al profeta Elia, figure bibliche veramente ricche e fonte per noi di grande ispirazione. C’è in loro sia l’ascolto della Parola di Dio che l’obbedienza ad essa. Quella Parola ha formato la loro vita fino a farli diventare attivi collaboratori di Dio nel progetto divino per l’umana famiglia: rappresentano per noi una sfida a vivere più profondamente la nostra vocazione.

2.       Tenendo in conto il tema del Capitolo Generale 2001: “Il Carmelo: Il viaggio continua”, sintesi di quanto emerso dai vari incontri internazionali, possiamo dire di avere tra le mani documenti eccellenti, ma –lasciatemelo dire- l’impressione è che ci sia un certo arresto, quasi che i membri dell’Ordine non riescano a venire a contatto con queste sorgenti della spiritualità carmelitana. Di conseguenza la domanda: Come potrebbe il Capitolo Generale aiutare questo processo? Nel progetto globale dopo il Capitolo, il Consiglio Generale aveva dichiarato:

«Nel capitolo volevamo arrivare a una conclusione della nostra domanda: come approfondire nelle nostre comunità la bella teoria che esiste nei nostri documenti ufficiali?...

La commissione preparatoria per il Capitolo Generale ha sperato, che il metodo da essa scelto avrebbe prodotto delle strategie per approfondire ciò che abbiamo scritto nei nostri documenti. Non è stato possibile soddisfare tutte le speranze, però abbiamo iniziato un processo che non dipende solo dalla volontà umana ma anche dalla grazia divina. Dio ci chiama sempre alla conversione e al cuore puro affinché impariamo a volere ciò che Dio stesso vuole, e in questo modo vivere come i suoi figli e cittadini del suo Regno.» (Vedere anche Instrumentum Laboris, 16).

3.       Nel questionario inviato a tutti i Provinciali, Commissari e Delegati Generali, la domanda posta era: “Quale proposta perché il carisma diventi vita oggi?”. Seguivano alcune strategie pratiche: n. 22 dell’Instrumentum laboris. Spero abbiano dato buone idee a tutti noi sul cosa fare nelle Province.

4.       Il Consiglio Generale ha fatto esperienza che, nonostante tutte le strategie proposte per la promozione della conoscenza e dell’amore al carisma nelle Province, ciò che è contenuto nelle Costituzioni e nella Ratio non ha ancora penetrato la vita e la mentalità dei fratelli. La prima “mossa”, la più semplice, è rileggere attualmente i documenti, ma nella consapevolezza che una rapida lettura non sarà sufficiente a estrarre tutti i frutti in essi contenuti. Ogni Provincia, Commissariato e Delegazione deve inventare strategie particolari per aiutare i fratelli a conoscere profondamente e a vivere i contenuti dei documenti ufficiali. So che diverse Province hanno avanzato delle proposte circa l’utilizzo delle Costituzioni e della Ratio, perlomeno riguardo alla conoscenza dei contenuti. Ho il vago sospetto che altri non hanno fatto niente.      

5.       Sono convinto di mio e in questi ultimi anni come Priore Generale mi sono reso conto che il ruolo dell’autorità è fondamentale nella promozione del carisma. Se il Provinciale in particolare non desidera andare avanti e non ha idea di dove stia andando, tutta la Provincia ristagna. Se invece il Provinciale è dinamico o almeno permette ai membri della Provincia di sviluppare le loro idee, tutti ne traggono beneficio e il risultato è: un gruppo relativamente soddisfatto. Dico “relativamente soddisfatto” perché non abbiamo una città stabile qui sulla terra e niente è abbastanza perfetto. È importante sì che il Provinciale impieghi il suo tempo per pubblicazioni personali e non si può pretendere che parli sempre di questi argomenti. Credo tuttavia che per una Provincia sia vitale prefiggersi un obiettivo e muoversi tutti verso di esso. Questo tende ad unire i fratelli e a camminare nella stessa direzione. Un Capitolo Provinciale può rimanere conforme agli obiettivi per i tre anni successivi, ma se il Provinciale orienta il suo desiderio altrove o non intende approfondire più di tanto o anche in certo modo non permette ad altri di farlo, oltre a non esserci movimento, si creerà in Provincia un grande malcontento con la leadership.

6.       Secondo il Consiglio Generale i Superiori Maggiori rappresentano le vie normali per raggiungere i fratelli, ma sappiamo che alcuni, restando chiusi nella loro area geografica e non riuscendo ad aprire la loro prospettiva a orizzonti più ampi, non capiranno l’importanza di formare i membri della Provincia attraverso le pubblicazioni dell’Ordine a vasto raggio. Alcuni Superiori Maggiori non hanno compreso quanto fosse importante rispondere al questionario inviato dal Consiglio Generale. Mi domando quanti si siano realmente preparati a questo Consiglio delle Province con i loro Consigli. Sappiamo tutti che il ruolo del Provinciale o del Commissario Generale non è compito facile. Si sente il bisogno di evadere di tanto in tanto dai problemi, e ognuno organizza il suo modo di venirne via: molti aggiungono ai loro impegni perfino un lavoro pastorale da poter fare di tanto in tanto. Io incoraggio a questo, ma al tempo stesso per la mia esperienza dico che non è una buona idea per un Provinciale assumere un impegno che lo leghi, come ad esempio essere parroco. Come può far visita regolarmente alle comunità –cosa fondamentale per un Provinciale- se ha un altro ruolo che lo vincola in un posto particolare? Potrebbe offuscarsi il suo primo compito, quello di essere guida spirituale della Provincia.

7.       Il Consiglio Generale ha proposto come tema per il Consiglio delle Province: “Il ruolo dell’autorità nella promozione del carisma”, per dare occasione alle guide dell’Ordine di riflettere insieme su come si può promuovere la conoscenza e l’amore del carisma o impedirlo. Non possiamo prendere o ignorare il carisma a nostro piacimento; è la nostra vocazione, il nostro ruolo nella Chiesa e nel mondo. L’Instrumentum laboris, come si dice al paragrafo 1, non vuole essere la base per un nuovo documento, ma piuttosto lo stimolo per la discussione qui e attraverso l’Ordine. Abbiamo posto come principi base sull’autorità gli insegnamenti che vengono dalla Scrittura, dai documenti che abbiamo della Chiesa e dell’Ordine e la riflessione personale. Il punto centrale in questo Consiglio delle Province non è la natura dell’autorità in sé, ma su come essa viene esercitata nel propagare la conoscenza e l’amore del nostro carisma all’interno dell’Ordine.

8.       Quando è bene esercitata, l’autorità diventa direttiva. Quando è male esercitata  degenera in autoritarismo. Quando non si esercita affatto resta il vuoto. E in quest’ultimo caso o si muove qualcun altro oppure il gruppo- comunità o Provincia- ristagna per mancanza di leadership. Il concetto di disfunzionalità è ben noto. Può avvenire in una vita comunitaria che l’autorità lasci ammalarsi di più una persona già malata senza offrire alcun aiuto o, peggio ancora, provochi la malattia in chi è sano: è una tentazione optare per la pace a tutti i costi piuttosto che affrontare i reali problemi che esistono all’interno di una Provincia. Dai frutti della mia esperienza posso dire che il problema maggiore non è nell’autoritarismo, ma nell’incapacità, pur involontaria, di esercitare l’autorità. Quando le autorità competenti non riescono ad esercitare correttamente la loro autorità, il risultato infatti è una mancanza piena di leadership.   

9.       Ho usato il termine “competente” e “correttamente” più volte in quest’ultima frase perché vorrei esaminare questi termini al fine di vedere cosa possono dirci circa la natura dell’autorità.  Le autorità competenti sono naturalmente coloro che sono stati eletti o nominati secondo le Costituzioni e Statuti della Provincia. Le Costituzioni contengono molto a riguardo, di più senz’altro che prescrizioni legali: proteggono i diritti di tutti i membri dell’Ordine e descrivono diritti e doveri. Si risolverebbero molti problemi se le persone leggessero le Costituzioni e mettessero in pratica gli Statuti della Provincia. Si capisce che chi alza la voce o chi è più problematico nel gruppo non è l’autorità competente a meno che non sia stato eletto o scelto secondo le Costituzioni e/o gli Statuti. Tuttavia è plausibile che, se l’autorità competente non esercita la sua autorità, altri colmeranno la lacuna e tutto il gruppo diventerà disfunzionale, muovendosi con grande difficoltà intorno all’elefante che sta al centro, pretendendo che non esiste. Qualche volta la persona è eletta o posta in posizione di autorità perché diventerebbe causa di grossi problemi in caso contrario. Sembra che nel monastero in cui ha vissuto s. Teresa, quando la sorella Paolina, conosciuta come la madre Agnese, fu eletta priora, la priora precedente, la madre Gonzaga, avesse pianto per tre anni e così i tre anni successivi la comunità la elesse per evitare inondazioni di lacrime! Naturalmente certe cose non accadono fra gli uomini.

10.     Le autorità competenti devono esercitare la loro autorità con competenza. Ancora una volta i limiti di questa autorità sono descritti nelle Costituzioni e negli Statuti locali. Siamo membri della Chiesa. Alcune regole potremo non condividerle, ma non possiamo sostituire con le nostre le regole della Chiesa. È un uso improprio dell’autorità che spinge a sfide aperte nella Chiesa. È molto importante che i singoli non eccedano in autorità. Il Priore (Generale, Provinciale o Locale) non è un genitore o un abate. È un fratello tra i fratelli, ma un fratello a cui i fratelli hanno dato autorità. L’eccedenza nell’autorità del singolo è una mancanza di rispetto ai diritti dei fratelli e della comunità (locale, provinciale o Ordine). Per fare un esempio: il non fornire informazioni adeguate nel tempo giusto è una forma di manipolazione. Ci sono ovviamente informazioni che non si possono condividere perché toccano la vita privata di alcuni membri dell’Ordine. Per il resto il Priore dovrebbe dare tutte le informazioni possibili a coloro che sono in diritto di esserne a conoscenza. Siamo fratelli e quindi insieme responsabili della salute della comunità. In un certo senso l’informazione è potere e alcuni Priori e altri hanno abusato di questo potere mancando di condividere con coloro che ne avevano legittimo diritto. L’autorità è data per un fine ben preciso: servire, non per spadroneggiare su altri. Il non esercitare la  leadership non è umiltà o rispetto per i diritti degli altri; è una grave mancanza di servizio e una seria negligenza dei propri doveri.

11.     Le autorità competenti devono esercitare la loro autorità correttamente. Siamo tutti uomini e tutti soffriamo della condizione umana. Gli scrittori biblici usano il concetto della Caduta per spiegare il fatto che non siamo completamente sani come esseri umani. C’è un detto famoso nella lingua inglese secondo il quale il potere tende a corrompere e il potere assoluto tende a corrompere assolutamente. Noi che abbiamo autorità dobbiamo riconoscere che si sono delle spinte in noi che vogliono abusare, e riconoscere questo equivale a dire semplicemente che non siamo angeli. È molto pericoloso non riconoscere e accettare di avere queste tendenze egoistiche. Tutti vogliono essere accolti, amati e stimati dagli altri e così alcuni di noi sono tentati di usare l’autorità per attrarre gli altri a noi o per piacere alle persone. Potremo essere duri con alcuni e teneri con altri perché inconsciamente accogliamo o rifiutiamo le singole persone. Alcuni hanno un vera forte spinta all’auto-preservazione e tenteranno di seguire l’esempio ricordato da Gesù dell’amministratore ingiusto che cerca di procurarsi amici con i debitori del suo padrone riducendo i loro debiti. Regalare qualcosa è una vera gioia, ma fare regali per ingraziarsi gli altri non è esattamente la caratteristica di un leader. Chiaramente ognuno di noi si riconosce abbastanza buono da essere consapevole della sua particolare tentazione riguardo all’autorità.

12.     Quando le autorità competenti esercitano correttamente la loro autorità con competenza e correttezza, ci guadagnano tutti e la comunità funziona più agevolmente. Le Costituzioni sono nate dalla saggezza dell’Ordine in un percorso di molti anni. Possiamo trovarvi davvero proposte sagge riguardanti il modo di vivere la nostra vocazione, la vita in comunità, l’estensione e i limiti dell’autorità del Priore e degli altri rappresentanti dell’Ordine, Provincia o comunità. Le Costituzioni lasciano spazi ai diversi approcci fra le Province. A volte una grande quantità di lavoro dei Capitoli è inserito negli Statuti che rappresentano la saggezza della Provincia o Commissariato.  Questi Statuti sono seguiti oppure restano dimenticati fino a che si rifaccia il Capitolo? A volte le Costituzioni e Statuti si prendono dalle scansie soltanto quando sorge un problema giuridico, particolarmente le Costituzioni dove è il cuore della nostra vocazione e gli Statuti che contengono molti elementi spirituali. L’autorità si presenta come direttiva soprattutto nell’area della spiritualità. Il Priore (Generale, Provinciale e locale) è principalmente una guida spirituale. Si può leggere il n. 48 delle Costituzioni:

Il Priore, consapevole che al centro della comunità
è presente Cristo e il suo Vangelo, si pone al servizio della volontà di Dio,
e dei fratelli, guidandoli all’obbedienza a Cristo,
matura e responsabile, attraverso il dialogo e opportuno discernimento,(2)
pur rimanendo ferma la sua autorità di decidere e di comandare ciò che si deve fare.(3)
Il Priore nella comunità è stimolo a vivere il nostro carisma ed è segno e vincolo di unione.
Venga «onorato umilmente ravvisando in lui, più che la sua persona,
Cristo il quale lo ha posto alla vostra guida»(4)

Il Priore ha sempre una autorità legalmente riconosciuta, ma se manca nell’esercizio di una leadership spirituale, può cadere facilmente nel legalismo o fallire completamente la sua missione.

13.     Tutti noi siamo chiamati a compiere un itinerario di trasformazione. È un lungo viaggio che comporta tempi belli e meno belli, oscuri e luminosi. Ci dicono le Costituzioni al n. 15:

[Il deserto] è l'impegno del Carmelitano a fare di Cristo crocifisso,
uomo spogliato e svuotato,
il fondamento della propria vita,
e ad ordinare a Lui tutte le sue energie attraverso la fede,
distruggendo ogni ostacolo che si leva contro la perfetta dipendenza da lui
e contro la perfezione della carità verso Dio e verso i fratelli.
Questo processo di spogliamento che conduce all'unione con Dio,
fine ultimo di tutta la crescita dell'uomo,
nella nostra spiritualità viene evocato dai temi della “puritas cordis” e del “vacare Deo”,
espressioni dell'apertura totale verso Dio e dello svuotamento progressivo di se stesso.
Quando attraverso questo processo arriviamo a vedere con gli occhi di Dio la realtà,
il nostro atteggiamento verso il mondo viene trasformato secondo il suo amore
e si manifesta  nella nostra vita di fraternità e di servizio la contemplazione della presenza amorosa di Dio

14.     L’autorità è un servizio che può offrire aspetti piacevoli ma può anche diventare una croce pesante. Il Signore certamente userà tutte le circostanze della nostra vita, compresi i ruoli che siamo chiamati ad assumere, per compiere il grande lavoro della nostra purificazione e per ultimare in noi il processo di trasformazione. Questo ci condurrà attraverso il deserto e nella notte oscura. Ci saranno tempi in cui l’autorità si farà più pesante sulle nostre spalle, ma Dio non ci abbandonerà. Di fatto noi abbiamo ricevuto la grazia di stato per portare il servizio della leadership per il bene di quanti siamo stati chiamati a servire. Maria cammina con noi come madre e sorella. Ci aiuterà ad ascoltare la Parola e a vivere in modo che la nostra autorità sia una vera autorità secondo la mente e il cuore di Cristo.  

P. Joseph Chalmers O.Carm.
Priore Generale


(1) Regola, prologo. Cfr 2 Cor 10, 5; 1 Tm 1, 5.
(2) Cfr Regola, cc. 2, 3, 11; ET 25; RD 13
(3) Cfr Regola, c. 1; PC 14; ET 25; RD 13; can. 618.
(4) Regola
, c. 18.


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RELAZIONE DELLA COMMISSIONE INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE

La Commissione ha tenuto due incontri a Roma nel 2002 e 2003.

L’Ordine ha elaborato molti documenti validi , p.e. la Costituzione e la Ratio anche se queste devono essere studiate e apprezzate. Il punto importante è che comunque questi documenti sono stati ben ricevuti, ma devono essere diffusi per farli conoscere.

Formazione Permanente per Priori: 29 Gennaio – 14 Febbraio 2003

Il corso si è svolto alla Domus Carmelitana a Roma ed ha visto la partecipazione di 21 fratelli. Ci sono state rappresentanze per ogni regione, tranne l’America Latina.  K. Waaijman (Fraternità e Priore emergenti nella Regola Carmelitana); C. Cicconetti (aspetti Giuridici e Pratici della Costituzione riguardanti il Priore); Desiderio Garcia Martinez (Contemplazione – Trasformazione e Discernimento); A. Arvalli OFM (Comunicazione: Corresponsabilità, Conflitto...).

Formazione Permanente per Formatori:

Dal 28 Luglio all’11 Agosto 2003 si terrà ad Aylesford, Inghilterra, un corso di formazione permanente riservato esclusivamente ai frati. Il tema proposto è: Formazione per Comunità, che sarà più ampiamente esaminato nelle tematiche come:  La Nostra Visione, la Nostra Realtà e Formazione di Comunità Carmelitane.

Altri corsi previsti per il futuro:
2005: corso per come orientarsi con i Primi Testi dell’Ordine – La Regola, Rubrica Prima, Istituzione dei Primi Monaci, la Freccia Fiammante, ecc.
2006: corso di orientamento per i Maestri di Touraine.
2007: celebrazione dell’anniversario di Santa Maria Maddalena dei Pazzi.

Programmi di Formazione Provinciale:

C’è la necessità di ricordare alle Province di rispondere all’invito per fornire informazioni relative ai programmi. Tali programmi vanno rivisti per essere in conformità con la Ratio. Regioni come gli Stati Uniti, le Filippine, le due Provincia Tedesche e il Commissariato del Paranà (Brasile) ne sono già in possesso.

Manuale per la Formazione Carmelitana:

E’ una specie di guida per lo sviluppo di materiali d’insegnamento Carmelitano. Il manuale prova a fornire un aiuto nell’insegnamento del Capitolo 3 della Ratio. Dobbiamo trovare diversi modi per condividere le risorse dell’Ordine al di là dei nostri problemi di lingua.

Preparazione alla Professione Solenne

Si è considerata la possibilità di preparazione internazionale, di cui sicuramente gli studenti potrebbero beneficiare, ma è troppo costosa. In ogni caso, il Consiglio Generale ha già deciso che la preparazione avvenga a livello regionale.

Incontro per coloro in Formazione:

Nella regione Europea si tengono incontri annuali di Novizi e Studenti. Negli Stati Uniti gli studenti in formazione di congregazioni affiliate o associate agli ordini O.Carm., OCD, si incontrano ogni anno. Discutono una serie di argomenti, p.e. storia, santi Carmelitani del 20° secolo, ecc. Sono già dieci anni che hanno questi incontri. Gli Studenti si incontrano periodicamente in incontri da loro organizzati.

In Brasile il noviziato è interprovinciale. Nella regione Asia-Australia è impossibile organizzare tali incontri, sia per i costi troppo alti che per distanze geografiche. La Commissione crede sia vitale avere una Conferenza degli Studenti come quella tenuta in Terra Santa, almeno una volta ogni sessennio. Si propone che terremmo un incontro di questo genere in questo sessennio, nel 2005, in Spagna  o in Italia

Proponiamo che il Consiglio Generale consideri la possibilità di finanziare un progetto per la traduzione di libri importanti per la Formazione.

La Regola:
Emanuele Boaga, In Ossequio di Gesù Cristo: Programma di Studi Sulla Regola del Carmelo (Roma: Edizioni Carmelitane, 2002)

Costituzioni:
O´DONNELL, Christopher, Constitutions (in Journeying with Carmel)

Ratio:
VELLA, Alexander et al, Carmelite Formation

Altri testi:
VALABEK, R.M., Prayer life in Carmel
BOYCE, J., The Spirituality of the Carmelite Liturgy,
MESTERS, Carlos, Lectio Divina,

Introduction to Carmelite Spirituality and History:
BOAGA, Emanuel, Come Pietre Vive...Nel Carmelo (Rome: Institutum Carmelitanum, 1993)
BOAGA, Emanuel, Spiritualità Eliana: Schemi di attività per las formazione (Roma: Provincia Italiana dei Carmelitani, 1995)
BOAGA, Emanuel et al, Sulla Orme di Elia: Circoli Eliani Pregare – Interiorizzare – Vivere (Roma: Provincia Italiana dei Carmelitani, 1995).
WELCH, J., The Carmelite Way
SLATTERY, P., Springs of Carmel
McGREAL, W., At the Fountain of Elijah
COPSEY, R, transl., Early Carmelite Texts.

Carlo Cicconetti, O. Carm.
Vice Generale

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COMMISSIONE INTERNAZIONALE CARISMA E SPIRITUALITA’

Ci sono state due riunioni della Commissione a Roma nel 2002 e nel 2003.

PROPOSTE

A. DIRETTORIO DI SPIRITUALITÀ CARMELITANA

1.    La Commissione insiste sull’importanza che ha la creazione del Direttorio di Spiritualità Carmelitana e incoraggia che si utilizzino i fascicoli già usciti.

2.    La Commissione propone la preparazione di una guida-introduzione per l’utilizzo dei fascicoli del Direttorio di Spiritualità già esistenti.

3.    La Commissione sollecita la traduzione dei fascicoli già usciti. Poiché si sono incontrati problemi a questo livello si suggerisce la creazione di un fondo economico specifico e l’indicazione dei responsabili della supervisione di questo lavoro (Consiglio Generale o Regioni, ecc.)

4.    Cercheremo i mezzi concreti per avere dalla Commissione per la formazione con la collaborazione della Commissione per le comunicazioni il feed-back dello studio dei fascicoli sia da parte dei formatori che li hanno utilizzati nella formazione dei frati, sia di tutti coloro che li hanno utilizzati con altri membri della famiglia carmelitana.

5.    La Commissione suggerisce di arricchire il progetto iniziale di venti fascicoli con altri come per esempio “la direzione spirituale”, “le devozioni popolari carmelitane”, ecc. o anche di altri contributi sugli stessi temi già apparsi, tenendo anche presenti gli altri temi già suggeriti dalla precedente Commissione: “profeti, movimenti profetici e aspetti escatologici”, “trasformazione come tema spirituale”, “ruolo della Trinità e dello Spirito Santo”, “sfida postmoderna al carisma carmelitano”, “missione e evangelizzazione nella spiritualità carmelitana”.

6.    La Commissione continuerà a lavorare su questo soggetto in particolare in legame con la Commissione formazione e Cultura.

B. CENTENARIO DELLA FORMULA VITAE

1. Nella prospettiva dell’ottavo centenario della Regola Albertina, la Commissione suggerisce di avviare un processo di nuovo incontro con la Regola di tutta la famiglia carmelitana.

2. Tra le finalità di questa proposta che ha considerato la Commissione, si presentano all’attenzione del Consiglio e dei Provinciali le seguenti:
a)    Rinnovamento della vita della famiglia carmelitana in un mondo che cambia, capire come la regola serve nella circostanze della vita moderna;
b)    Condividere con la famiglia carmelitana nell’incontro comune con la Regola il carisma dell’Ordine, come nucleo aperto alla chiesa e al mondo nelle sue diverse situazioni;
c)    Aiutarci a leggere la Regola in dialogo con le varie culture del nostro tempo;
d)    La Regola contiene l’essenza del cammino di trasformazione della vocazione “mistica” del carmelitano;
e)    La Regola contiene il codice della comunione ed è fattore di unità di tutti i membri della famiglia carmelitana;
f)     Nella Regola la sensibilità propria del nostro tempo per la Parola di Dio trova un modello esemplare.

3. La Commissione suggerisce come mezzo per realizzare questa proposta che sia redatto un agile libretto che contenga insieme al testo della Regola alcune indicazioni metodologiche per la lettura e l’approccio del testo e presenti il processo di incontro con la Regola. Questo libretto sarà uno strumento per l’incontro personale con la Regola e per gli incontri comunitari o di gruppo. Il Consiglio Generale dovrebbe prevedere un fondo per le diverse traduzioni del libretto, la sua stampa e la sua diffusione.

Se il Consiglio delle Province approva la proposta, la Commissione per il carisma la perfezionerà con i diversi contributi e suggerimenti che riceverà dandole la forma definitiva alla riunione di 2004. Durante questo tempo il libretto sarà stampato in diverse lingue.

Fine 2004 o inizio 2005 si lancerà il processo a livello provinciale o regionale per almeno due anni.

Nel 2007 un avvenimento internazionale di celebrazione del centenario della Regola potrebbe essere un momento importante di condivisione del lavoro svolto fino ad ora e incentivo per continuare e approfondire questo processo di incontro con la Regola.

Per celebrare gli otto secoli della “formula vitae” la Commissione ha preso atto della difficoltà attuale di fare qualche cosa insieme agli Scalzi a livello di ordine e suggerisce che si prosegua comunque.

La Commissione vuole che ci sia anche un altro approccio più largo di quello accademico e scientifico. Diverse proposte e suggerimenti sono stati fatti sulle finalità, metodo, mezzi, ecc.

C. ALTRE PROPOSTE

1.    Per i centocinquanta anni della proclamazione del dogma sull’Immacolata Concezione la Commissione non ha fatto delle proposte particolari; essa invita a partecipare a seminari, incontri, congressi, ecc. che saranno organizzati.

2.    Per l’anniversario della morte di Santa Maria Magdalena de’ Pazzi sono state avanzate delle proposte concrete: edizione delle opere della Santa in italiano corrente, una biografia moderna, una mostra itinerante, fascicoli diversi per una diffusione popolare, un video, nuovi testi liturgici, preparazione di un piccolo gruppo di esperti. La Commissione sottolinea che l’iniziativa dovrebbe essere soprattutto della Provincia italiana e degli enti locali di Firenze.

3.    Il Presidente della Commissione ha presentato il libretto di Chiara Vasciaveo “Se Dio è comunicativo” come possibile esemplare di un primo approccio semplice della carmelitana fiorentina che potrebbe essere uno spunto per altri lavori del genere o traduzioni in altre lingue. Ci si è chiesti anche come far conoscere la Santa e la sua spiritualità in aree dell’Ordine ove è meno nota (area inglese, tedesca, ecc.).

Carlo Cicconetti, O.Carm.
Vice Generale

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RELAZIONE DEL CONSIGLIERE PER AFRICA, ASIA, AUSTRALIA

Ciò che distingue la vitalità e maturità di una comunità ecclesiastica è il senso di responsabilità e  lo “zelo” missionario universale (cf. AG6, EN 15).”Nessun credente in Cristo , nessuna istituzione della Chiesa può sottrarsi a quest’ obbligo supremo di proclamare Cristo alle genti” (EN 13). Alla luce di questi ed altre simili affermazioni espresse nei documenti della Chiesa, e specialmente in relazione al comando di Gesù Cristo ai suoi discepoli di andare e proclamare le Buone Notizie al mondo intero (cf. Mt. 28:19-20), è stato lo scopo dell’Ordine che ogni entità all’interno dell’Ordine dovrebbe essere direttamente coinvolta in attività missionaria ad gentes. Nell’attuale situazione delle nostre Province e Commissariati, negli ultimi anni, non abbiamo affatto raggiunto lo scopo. Dico questo perché ci sono ancora un paio di Province che non hanno una propria missione, anche se aiutano in maniera più che generosa l’attività missionaria dell’Ordine.

Africa

Alcuni dei paesi africani dove siamo presenti sono stati .afflitti da guerre e problematiche di natura politica.

·        Nella Repubblica Democratica del Congo ci sono guerre all’interno di guerre. C’e la guerra tra il governo di Kinshasa e i ribelli dell’est. Ci sono guerre tra ribelli e ribelli che sono appoggiati da altri pesi. Ci sono poi guerre tribali nella parte orientale del paese. A causa delle guerre tribali il nostro maestro delle novizie e novizie stesse sono dovuti fuggire da Bunia e rifugiarsi in altre località. Il Commissario Provinciale ha deciso di rimanere a Bunia.
·        Nello Zimbabwe la situazione politica è molto seria e dannosa all’intero stato. Mentre possiamo dire che i nostri fratelli e sorelle sono piuttosto al sicuro in questo paese essi comunque camminano su una linea sottile tra la prudenza e le rivendicazioni di giustizia.
·        Mozambico e Burkina Faso procedono molto bene. A Maputo, in Mozambico è stata aperta una nuova casa di formazione ed a Burkina Faso sono in processo di costruire una casa di formazione.
·        In Cameroun abbiamo molte buone vocazioni ma abbiamo un problema di formazione del personale.
·        In Kenya siamo sul punto di avviare una casa di formazione ed il futuro si prospetta positivo. Fra due o tre anni c’è la possibilità  che tre dei nostri studenti del Kenya, al momento studenti in Spagna, si aggiungano alla nostra missione in Kenya. Le monache, in Kenya, si trasferiranno nel loro nuovo monastero ed hanno già un buon numero di vocazioni.
·        Il Commissariato della Bruna ha definito i piani necessari per avviare una missione in Tanzania nel 2005/2006.
·        I Carmelitani del Corpus Christi in Liberia stanno esaminando alcuni candidati all’Ordine.
·        Si sta investigando sulla possibilità di avviare una nuova missione in Angola .

Vogliamo nuovamente estendere il nostro riconoscimento e ringraziamento alle nostre sorelle della Famiglia Donum Dei in Rwanda, Kenya, Mozambico, Tanzania, Burkina Faso, Congo, Zimbabwe, Liberia e Cameroun.

Asia

·        In occasione del Capitolo Generale l’India ha preso la responsabilità di iniziare la missione in Kenya.
·        L’Indonesia si sta muovendo in esplorazione della Cina.
·        L’Australia ha preso la responsabilità per la missione a Timor Lorosae. A Timor Lorosae i nostri missionari stanno fronteggiando una situazione di persone traumatizzate dall’estrema povertà presente , disoccupazione e fermento sociale ampiamente diffuso.
·        La nostra missione in Vietnam si trova a dover fronteggiare problemi con le autorità locali.
·        Nelle Filippine si stanno facendo dei buoni progressi dopo aver avuto una serie di difficoltà economiche.

Tutte le nostre missioni in Africa e in Asia stanno avendo buoni risultati per quanto riguarda le vocazioni, e dovrebbero, alcuni subito altri in tempi futuri, fare una preparazione alla propria estensione  missionaria.

Anthony Scerri, O.Carm.
Consigliere Generale

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RELAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI CONSIGLIERE PER L’AMERICA LATINA ED I CARAIBI

1.    Partecipazione ai Capitoli e Assemblee:

·        Provincia di Pernambuco e Rio de Janeiro (Brasile) (2002),
·         Commissariato di Paraná (Brasile),
·        Commissariato del Perú (2003)
·        Delegazione Generale Tito Brandsma - Medellin, Colombia (2003),
·        VI incontro dei Superiori e delle Superiore Carmelitane Maggiori  dell’America Latina e dei Caraibi – Rio de Janeiro (2002),
·        Incontro dei Superiori Maggiori del Brasile (2003),
·        Incontro dei tre Consiglieri Provinciali del Brasile (2002).

2.    Visita a fratelli e sorelle della Famiglia Carmelitana:

·        Brasile (2002), (2003),
·        Argentina (2001), (2003),
·        Perú (2002), (2003),
·        Bolivia (2003),
·        Venezuela (2002).
·        Colombia (2002) (2003),
·        Santo Domingo e Porto Rico (2003),
·        Zimbabwe (2003),
·        Mozambico (2001) (2003).

3.    Visita ai Monasteri Carmelitani:

·        Jaboticabal (2003),
·        Paranavai – Brasile - (2002 e 2003),
·        Santo Domingo, La Vega e Santiago – Repubblica Domenicana (2003),
·        Camaná – Perú(2003).

4.    Partecipazione a incontri di rilievo:

·        OC-OCD Recife (2002) e a Santiago del Cile (2003),
·        INTRCAB – Brasile (2002 e 2003),
·        VI FOCAL – Lima, Perú (2002),
·        Assemblea dei Formatori delle tre Province del Brasile (2002),
·        Vari incontri di gruppi di appoggio per l’America Latina ed i Caraibi.

5.    Partecipazione ad assemblee bibliche a sostegno della Lectio Divina

·        Sorelle Missionarie Carmelitane di Santa Teresihna do Menino Jesus, Uberaba (2002) e San Paolo (2003) – Brasile;
·        Sorelle Missionarie Carmelitane di Nordeste, Cajazeiras,- Brasile (2003);
·        Sorelle Carmelitane Scalze di alcuni Monasteri della Germania  (2003).

6.    Partecipazione ad incontri con Laici della Famiglia Carmelitana:

·        Congresso Mariologico- Recife, Brasile – (2002);
·        Incontro del Terzo Ordine e di altri gruppi di carmelitani laici – San José del Campo, Brasile (2003);
·        Partecipazione di laici e laiche ai nostri incontri di formazione (Intercab 2002 e 2003, Focal 2002) e ai nostri incontri  dei Superiori Maggiori (2002);
·        Incontro della Famiglia Carmelitana – Caracas 2002- Santo Domingo 2003- Buenos Aires 2003- Madrid 2003.

7.    Progetti futuri:

·        Continuazione delle attività;
·         Preparazione del triennio 2004-2006 per l’8° Centenario della Regola nel 2007;
·        Creazione di un bollettino di Comunicazioni SICALC;
·        Creazione di una segreteria permanente per il Consiglio dell’America Latina.
·        Elaborazione di un ritiro di resistenza carmelitano per laici.

Relazione delle attività di rappresentante per Giustizia e Pace

da Settembre 2001 a Settembre 2003

0)    Incontro preparatorio Dublino – Aprile 2002
1)    Incontro della Commissione Giustizia e Pace a Roma – Luglio 2002
2)    Programmazione per il triennio 2002-2005: collezione “Zelo Zelatus Sum” e manuale
3)    Creazione del ONG all’ONU -2002
4)    Gruppo per le Comunicazioni di Giustizia e Pace
5)    Mancanza di istituzione di una  segreteria permanente.
6)    Incontro Giustizia e Pace – Olanda 2002
7)    Programmazione: 1-4/0/04  Incontro dei Commissari Giustizia e Pace- New York, USA.

Carlos Mesters, O.Carm.
Consigliere Generale

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RELAZIONE DEL CONSIGLIERE PER L’AREA MEDITERRANEA E DELEGATO GENERALE PER LE MONACHE E SUORE CARMELITANE

1.    Capitoli Provinciali

         Durante questo periodo si sono svolti tutti i Capitoli Provinciali dell’Area Mediterranea:

·        Prov. Arago –Valentina (9-11 Aprile 2002),
·        Prov. Castigliana (15-17 Aprile 2002);
·        Commissariato Generale del Portogallo (22-24 Aprile 2002); in questo Commissariato ho assistito alla presentazione del libro História da Ordem do Carm em Portugal, di P. Balbino Velasco Bayón, O.Carm., che ha avuto luogo il 26 Aprile 2002 presso il convento antico del Carmen di Lisbona;
·         Prov. Catalana (30 Aprile – 1 Maggio 2002);
·        Prov. Napoletana (24 – 28 Giugno 2002);
·        Prov. Maltese (5 – 9 Maggio 2003);
·        Commissariato Santa Maria La Bruna (19 – 23 Maggio 2003);
·        Prov. Italiana (2 – 13 Maggio 2003).

2.    Visite

·        Delegazione Francese: ho effettuato una prima visita a gennaio 2002 e poi dal 24 al 28 febbraio 2003 accompagnato dal P. Generale in occasione della Visita Canonica e dell’Assemblea della Delegazione. Il centro funziona bene ed ultimamente hanno anche pubblicato una rivista di tipo scientifico.
·        Romania: agosto 2002  accompagnato dal P. Generale che ha inaugurato la Chiesa e il Centro di Spiritualità. Questo è un complesso chiamato “monastero carmelitano” con lo scopo di accogliere gruppi e fare esercizi spirituali. Ha 20 stanze per alloggio, sale di conferenza, sale da pranzo e di vita comunitaria. Si trova in una area forestale ed ha un perfetto clima da raccoglimento.
·        Bolivia: nel gennaio del 2002 ho effettuato una visita ai fratelli della Bolivia per conto di P. Carlos Mesters. Ho potuto constatare il lavoro che viene svolto sia a La Paz, che a Tarija, La Concepción. Ho avuto modo di discutere con i fratelli riguardo ai progetti per il  futuro e le vocazioni. Ho inoltre avuto un incontro con l’Arcivescovo di La Paz.
·        Venezuela: nell’ottobre del 2001 prima di stabilirmi alla Curia, dietro invito del P. Generale, ho visitato il Carmelo Venezuelano, assieme al P: Manuel Bonilla, Provinciale della Catalogna. Durante il Capitolo  della Provincia di Catalogna abbiamo avuto una riunione a proposito della Provincia stessa con il Provinciale della Prov. Betica il 29 Aprile 2002.
·        Malta: accompagnato dal P. Generale , visita Canonica alla Provincia di Malta.

3. Incontri

a)    Incontro internazionale delle Monache, degli Assistenti e dei Delegati
         L’incontro si è tenuto alla Domus Carmelitana dal 17 al 21 Febbraio 2003°, ed hanno partecipato un totale di 52 partecipanti. Erano presenti il P. Generale, 2 Provinciali (Olanda e Rio de Janeiro), Delegati e Monache dall’Italia, Spagna, Filippine, USA, Brasile, Porto Rico, Santo Domingo, Venezuela, Kenia e Olanda. La Commissione è stata nominata dal Consigliere e i Padri Desiderio García Martínez e Giovanni Grosso.
Nel corso del 2002 venne inviato uno Instrumentum Laboris per ciò di cui si sarebbe trattato durante l’incontro. La conclusione principale fu la formazione di una Commissione di Monache di lingua Italiana, spagnola e inglese per la elaborazione, con i risultati dell’Incontro, della loro propria RATIO.

b)    Incontro Internazionale delle Superiori Generali
         E’ in programma un Incontro Internazionale delle Superiore delle Congregazioni , previsto dal 17 al 21 maggio 2004 a Sassone,Roma.

c)    Incontro dei Provinciali, Commissari e Delegati Generali del Mediterraneo
         Nei giorni 26 e 27 maggio 2003 ci siamo riuniti nel convento carmelitano di Seviglia, con i  Provinciali, Commissari e Delegati Generali del Mediterraneo: Italia, Malta,Spagna, Portogallo e Francia. Tranne il Commissario della Bruna che per problemi di salute non ha potuto partecipare il resto dei partecipanti era presente. I temi fondamentali trattati sono stati quelli della situazione attuale, prospettive per il futuro, formazione, missione; collaborazione nell’area e nel campo della formazione, interscambi; corsi di formazione permanente e influenza sulle Province. Con la stesura di una relazione per la collaborazione con  la Regione dell’Europa del Nord, abbiamo stabilito che ci vorremmo incontrare con il proprio Consiglio, in occasione del Consiglio delle Province a Fatima, per consolidare i piani di lavoro futuri.

P. Sandro Vella è stato nominato Delegato per assistere alle riunioni provinciali della Regione dell’Europa del nord.

Rafael Leiva Sánchez, O.Carm.
Consigliere Generale

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RELAZIONE DEL CONSIGLIERE GENERALE PER L’EUROPA DEL NORD E EUROPA CENTRALE

            Questa regione ha lavorato per sviluppare alcuni progetti comuni riguardanti la formazione e la presenza Carmelitana in Lituania. Durante uno degli incontri del provinciali e del Consigliere Generali queste regioni si sono scambiate idee e si è discusso su argomenti quali risorse economiche, attuazione della RATIO, vocazioni, Laicato Carmelitano, ministero per i giovani.

         Durante il prossimo Consiglio delle Province,è previsto un incontro  della regione Nord Europea e Centrale con la regione Mediterranea per vagliare la possibilità di sviluppare uno sforzo comune per i problemi Europei.

Nella pubblicazione “Giving Soil to Europe”, è stato chiesto agli ordini religiosi di fornire alcune delle basi su cui potrebbe crescere la nuova Europa. Altre possibili iniziative potrebbero essere nel campo della formazione, ministero dei Carmelitani Laici, giovani, ecc.

         Queste sono province che stanno sperimentando una notevole diminuzione per quanto riguarda nuovi membri. Sono anche le stesse Province che nel corso dei secoli scorsi hanno divulgato l’Ordine in tutto il mondo, attraverso il lavoro delle missioni e dei missionari stessi.

Relazione del Consigliere Generale

per il Nord America

         I due Consigli Provinciali nel Nord America si sono incontrati annualmente negli ultimi anni. Ci sono stati programmi comuni di formazione riguardanti noviziato e teologia, anche se la formazione iniziale è rimasta separata per ogni Provincia. I direttori di formazione delle due province hanno coordinato il loro lavoro. E’ stata istituita una commissione unica, comune, per il Laicato Carmelitano.

         Lo scorso anno, uno dei membri della SEL è diventato preside di una scuola secondaria della provincia PCM. Quest’anno un membro della PCM diventerà parroco di una parrocchia nel Bronx, della  provincia SEL.

         Lo sorso anno la regione ha istituito una commissione comune per la ricerca di altre iniziative di collaborazione e scambio delle risorse.

         Spero di poter iniziare a partecipare a queste riunioni.

Relazione del Direttore delle Comunicazioni

         La maggior parte dell’energia è andata nel tentativo di migliorare le comunicazioni fra il Consiglio Generale e l’Ordine.

         La decisione del Consiglio Generale di un nuovo Segretario Generale ha dato risultati quali ricevere risposte più immediate alle domande e questioni in genere. La Commissione per le Comunicazioni Internazionali ha iniziato a delineare i “sistemi” di comunicazione necessari fra i Provinciali e la Curia Generalizia, i quali “sistemi” sono esposti in un opuscolo che sarà poi distribuito nel corso di questo incontro.

         La rivista internazionale, CITOC, è stata ridisegnata ponendo più enfasi sulle notizie lampo e sulle notizie fotografiche. Il sito internet di CITOC è stato attivato come mezzo di distribuzione rapida delle notizie più importanti del Consiglio Generale.

         Le Edizioni Carmelitane , la casa tipografica dell’Ordine, ha un nuovo amministratore, P. Evaldo Gomes. Il catalogo completo delle Edizioni è disponibile su internet. I nostri libri sono disponibili in varie librerie senza la necessità di dover chiedere a qualcuno di prenderli dalle Edizioni.

Si è lavorato con una certa energia per migliorare i vari aspetti commerciali del “servizio clienti”. Sono stati attivati controlli economici interni.

         Il Futuro:

         Stiamo cercando di affidare CITOC nelle mani di più Laici Carmelitani e nel ricevere regolarmente notizie che li riguardano. Questa dovrebbe essere la strada per creare una Famiglia Carmelitana più solida.

         Abbiamo iniziato a creare un indice generale Carmelitano dei siti internet. Ciò dovrebbe dare maggior accesso a tutte le informazioni contenute nei siti ufficiali Carmelitani.

         Sarà possibile ordinare libri delle Edizioni via Internet, pagare con carta di credito.  Verrà introdotto un “centro commerciale” di prodotti carmelitani (libri, articoli religiosi, prodotti alimentari, ecc.).

Relazione del Consigliere Generale

Per la Cultura

         Il termine “Cultura”, nel modo in cui viene usato, comprende tre aree: studi accademici avanzati, ricerca (Istituti), e patrimonio (archivi e biblioteche).

Studi Accademici Avanzati:

         P. Mark Attard presenterà il suo lavoro di “Delegato per la Cultura”.

Parlerà di questa area di studi avanzati ed esporrà alcune idee riguardo la necessità e le nostre possibilità, come Ordine, di assicurare che i nostri membri siano professionalmente preparati.

Patrimonio

            Il Consiglio Generale ha nominato un comitato per selezionare documenti dagli archivi di Roma che saranno filmati. P.Wilmar Santin ha iniziato a filmare alcuni documenti. In seguito potrebbero essere necessari un fotografi professionali.

         P. Mark farà una relazione anche sugli sforzi fatti per fare in modo che le biblioteche Carmelitane in tutto il mondo lavorassero in collaborazione , permettendo che le collezioni divenissero accessibili alle parti più giovani dell’Ordine come pure ai ricercatori in storia e spiritualità Carmelitana.

Ricerca

         P. Patrick Mc Mahon è stato nominato nuovo direttore dell’Institutum Carmelitanum. Si è impegnato per costituire un nuovo Comitato Direttivo , aggiungere nuovi e giovani membri all’Institutum, risvegliare alcuni progetti lasciati in disparte ed istituirne altri.

Il suo obiettivo è, inoltre, di far si che i nuovi membri dell’Institutum, siano più attivi nel promuovere la spiritualità Carmelitana.

         E’ stato nominato un nuovo editore per Carmelus, la pubblicazione dell’Institutum ed è stato rettificato il ritardo dei due anni di pubblicazione.

         Sono stati nominati i Comitati Editoriali per Carmelus e Carmelo nel Mondo.

         Negli Stati Uniti si è tenuto un incontro per discutere la possibilità di promuovere le pubblicazioni  e la distribuzione Carmelitane ed anche per la diffusione di prodotti di cui c’è richiesta dal mercato .Hanno partecipato rappresentanti di due delle maggiori case editoriali Cattoliche negli Stati Uniti.

         A luglio si è tenuto un incontro a cui hanno partecipato vari Istituti Carmelitani da varie parti del mondo.. Si spera che gli istituti condividano  e scambino informazioni e risorse per garantire la spiritualità Carmelitana nel mondo.

William J. Harry, O.Carm.
Consigliere Generale

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PROCURATORE GENERALE E DELEGATO GENERALE PER IL LAICATO

I. Procura Generale:

Il momento del rendiconto dei casi trattati dalla Procura Generale è il Capitolo Generale. Qui vorrei solo fare un accenno riguardo la collaborazione tra i Provinciali e la Procura Generale. Vorrei sollecitare una maggiore collaborazione da parte dei Provinciali, particolarmente nei casi di secolarizzazione e laicizzazione. Sulla Guida alle Comunicazioni troverete gli elenchi dei documenti necessari per i singoli casi. Vi prego di usarli molto diligentemente, particolarmente nei suddetti casi, in quanto per il Procuratore é molto difficile esprimere il voto per la concessione della dispensa, se non ci sono gli elementi necessari indicati da parte del Provinciale. Nel caso la  pratica si prolunghi per mancanza di dati si deve inoltre chiedere il completamento dei documenti oppure la Santa Sede non concede la dispensa per la mancanza di elementi fondati. Alla fine vorrei chiedere con  una certa urgenza che dopo la concessione della dispensa e dopo la sua notificazione agli interessati da parte dei Provinciali, che quest’ultimi mandino al Procuratore Generale una copia del rescritto debitamente firmato dall’interessato e dal Provinciale stesso, con la data di accettazione. Il Procuratore deve inoltrarla alla rispettiva Congregazione, perché solo con l’accettazione da parte dell’interessato il rescritto diventa effettivo, altrimenti perde ogni valore.

L’altra cosa che vorrei comunicarvi sono i due documenti della Santa Sede. Il primo è un documento del Santo Padre che riguarda i delitti più gravi, riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Si tratta di delitti contro i sacramenti dell’Eucaristia e della Penitenza nonché di un delitto “contra mores” definito nel can. 1395 § 2 del CIC, vale a dire un delitto contro il sesto precetto del Decalogo commesso da un chierico nei confronti di un minore di 18 anni. Qui rientrano tutti i casi degli abusi sessuali oggi così frequenti. Vorrei mettere in rilievo tre novità del documento:

1. Si stabilisce l’obbligo dell’Ordinario (anche il Superiore maggiore), quando abbia una notizia verosimile di tale delitto, di avviare un indagine  preliminare secondo i cann. 1717 – 1718, ed inviare gli atti alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Questa stabilirà poi  come proseguire.

2. La prescrizione del documento riguarda i delitti commessi dai chierici nei confronti di minori  al di sotto dei 18 anni di età (CIC stabilisce solo 16 anni d’età), quindi il documento estende il delitto e la possibilità di perseguirlo.

3. Il documento prolunga il tempo della prescrizione a 10 anni, che nel can. 1362 del CIC per i delitti riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede era indeterminato.

Il secondo documento è la nota della Congregazione per la Dottrina della Fede, strettamente confidenziale, per quanto riguarda l’implicazione canonica di transessualismo circa la Vita Consacrata. Qui ci sono 4 punti emergenti:

1. Il caso di cambio di sesso effettuato chirurgicamente e conseguente registrazione del cambio nei registri civili, non cambia nulla rispetto alla condizione canonica iniziale.

2. I superiori competenti per l’ammissione all’Istituto devono diligentemente osservare le prescrizioni canoniche riguardo la salute fisica, il carattere e la maturità del postulante oppure del novizio.

3. Qualora i Superiori abbiano dei dubbi riguardo la presenza del transessualismo,essi debbono richiedere i test medici e psicologici completi. Nel caso di una seria ed irreversibile patologia del transessualismo, il religioso non è ammesso all’Istituto.

4. I membri degli Istituti che volontariamente si sottomettono all’intervento del cambiamento di sesso devono essere espulsi dalla casa religiosa secondo il can. 703 del CIC e, nel caso dei chierici, questi cadono nella irregolarità per “propria mutilazione” a norma dei cann. 1044 §1 n. 3 e 1041 n. 5.

II. Commissione per il Laicato Carmelitano

La commissione nella sua prima riunione ha stabilito il piano per il sessennio, dove il suo compito principale era di portare a termine la Regola del Terz’Ordine Carmelitano. Sono state prese in considerazione sia alcune osservazioni del Congresso per il laicato Carmelitano del  2000 a Sassone, sia alcune osservazioni del nuovo Consiglio Generale. Dopo il nuovo esame da parte del Consiglio Generale nella sua sessione di dicembre del 2002, la Regola del TOC è stata approvata dal Consiglio nella sessione di marzo 2003, e l’11 aprile u.s. anche da parte della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. La Regola del TOC è stata poi promulgata con il decreto del Priore Generale il 16 luglio 2003 ed entrerà in vigore l’8 dicembre p.v. Il Consiglio Generale si occupa anche delle traduzioni per le altre due lingue ufficiali dell’Ordine cioè, l’inglese e lo spagnolo. Per le traduzioni nelle altre lingue sono responsabili i Priori Provinciali, sapendo che la lingua originale per le traduzioni della Regola del TOC è quella italiana, alla quale ci si deve rivolgere nel caso di dubbi.

La Regola del TOC è risultato del lavoro di tante persone negli ultimi otto anni. Per quanto riguarda il contenuto della Regola è accresciuta sia la parte della spiritualità ed il carisma, sia quella giuridica. Ci dà, una più larga possibilità di appartenenza dei diversi gruppi del laicato all’Ordine, ed anche la possibilità di diversi tipi di apostolato, a partire da quello della preghiera, fino all’apostolato vero e proprio. La novità più grande è la possibilità di incardinare nell’Ordine i sacerdoti e i diaconi appartenenti ai diversi gruppi dell’Ordine Secolare. La prima possibilità di incardinazione, cioè dei sacerdoti, tocca particolarmente la Famiglia missionaria Donum Dei, la quale ha cominciato a formare i gruppi maschili mentre la possibilità di incardinare i diaconi permanenti può toccare anche gli altri gruppi del TOC. Ci sono i tanti diaconi permanenti che fanno parte del TOC e vogliono lavorare per l’Ordine. Adesso avranno la possibilità di essere incardinati nell’Ordine e il Priore Generale diventerà il loro Ordinario. E’ necessario però che il gruppo del TOC specifici questa possibilità nei propri Statuti e si stenda un accordo scritto con il Priore Generale.

In aggiunta alla Regola del TOC la Commissione per i laici sta preparando il Rituale del TOC e in prospettiva anche il Direttorio spirituale come strumento efficace della formazione dei laici carmelitani. A questo tema sarà dedicato anche il Congresso del laicato a Fatima  nel 2007, il quale la Commissione sta preparando.

III. Commissione per il Governo:

Questa Commissione è stata istituita, poiché come saprete l’ultimo Capitolo Generale del 2001 ha espresso il desiderio di studiare attraverso questa Commissione la possibilità di una eventuale ristrutturazione del Governo Generale. La Commissione deve preparare i suggerimenti per poi discuterli alla Congregazione Generale del 2005 e, susseguentemente per l’eventuale approvazione nel prossimo Capitolo Generale nel 2007. I lavori sono allo stadio iniziale.. La Commissione deve conoscere lo status quo della questione. E’ qui che ha bisogno della vostra collaborazione. Per questo motivo ho inviato un questionario a tutti i Consiglieri Generali sia attuali che precedenti, ed anche ai Priori Provinciali. Vorrei ringraziare quelli che hanno già risposto, ed incoraggiare quelli che non hanno risposto ancora di rispondere quanto prima. La vostra collaborazione è necessaria e molto utile per ulteriori lavori della Commissione.

P. Josef Jancar, O.Carm.
Procuratore Generale

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RELAZIONE ECONOMICA CONSIGLIO DELLE PROVINCE

COMMISSIONE ECONOMICA INTERNAZIONALE 2001-2007

La Commissione Economica formatasi dopo il Capitolo Generale del 2001 si è incontrata due volte nel 2002. Il terzo incontro si terrà a Roma il prossimo novembre 2003.  La Commissione è costituita di dieci membri: sette carmelitani e tre esperti in banking, investimenti e finanziamenti. Questi i componenti:
         Eduard van Aalsum (Neer)
         Mr Bernard Crean (UK – investimento)
         Mr Jeffrey Cull (USA – sviluppo)
         James Des Lauriers (Curia)
         Giandomenico Meloni (Ita)
         Antonio Monteiro (Lus)
         Daniel O’Neill (PCM)
         Wilmar Santin (GerS-C)
         Sgr. Pier Luigi Simoncelli (Italia – Banking)
         Franciscus Sulistyo (Indo)

Finalità e obiettivi

Le finalità e gli obiettivi principali stabiliti dalla Commissione Economica Internazionale approvati dal Consiglio Generale dell’Ordine sono di ridurre l’esigenza dei contributi delle Province rendendo la Curia e Case “sussidiarie” (Casa Curia, CISA, Institutum Carmelitanum, Edizioni Carmelitane e CITOC) meno dipendenti economicamente dalle Province. Ciò si può realizzare usando:
1.      gli utili dopo che si sarà estinto il debito della Domus Carmelitana
2.      gli utili del consolidato fondo monetario
3.      gli utili della Società “Little Flower” UK

Dal 31 agosto 2003, la Società “Little Flower” UK ha prodotto come reddito oltre le aspettative e la riorganizzazione del Fondo Investimenti della Curia sta in via decisionale sugli investimenti. 

La Domus Carmelitana è diventata la maggiore preoccupazione per la mancanza di un reddito sufficiente per pagare i relativi debiti (ipoteca e apertura credito). Nel progetto originario si prevedevano circa € 400.000 come reddito annuo realizzabile dalla Domus e circa € 1.600.000 dal progetto del Parcheggio-Garage dopo aver ottenuto tutti i permessi. Invece è risultato che il guadagno non ha superato i € 260.000 nell’anno fino al 2000 e il contratto per il progetto del Parcheggio-Garage non si è realizzato alla fine del 2000. Di conseguenza, i debiti non sono stati ridotti grazie ai 1.600.000 € del Parcheggio-Garage. Sia interessi che versamenti di capitali sono stati molto inferiori a quelli inizialmente anticipati.  

PIANO DI STRATEGIA DEL SESSENNIO: stabilito dalla Commissione Economica   Internazionale e approvato dal Consiglio Generale nel settembre 2002

1.  RIDUZIONE E ELIMINAZIONE DEI DEBITI DI CISA/CASA CURIA E DOMUS

CARMELITANA 

chiedendo alle Province che ancora non hanno finito di pagare la loro parte secondo gli accordi di Bamberg di accelerare i pagamenti entro cinque anni o appena possibile (€ 1.441.731 non sono stati ancora dati da cinque Province), e aggiungendo una categoria di riduzione del debito di € 200.000 per anno per CISA/CASA CURIA sulla fattura ordinaria della Curia per tutte le Province, quindi:
·        eliminando il debito (credito aperto) di CISA/CASA CURIA entro il 2005
·        iniziando a ridurre l’ipoteca della DOMUS CARMELITANA e il credito aperto dal 2006 in poi

2.  CONSOLIDAMENTO E RINFORZO DEGLI INVESTIMENTI ATTUALI

raccogliendo le informazioni effettive sui fondi monetari disseminati qua e là della Curia, trasferendo questi fondi temporaneamente ad un unico conto di investimenti e stabilendo una chiara politica di investimento e amministrazione direttiva prima del re-investimento dei fondi. 

3.    CONSOLIDAMENTO E L’ESPANSIONE DELLA  SOCIETÀ “LITTLE FLOWER

acquistando altrettanti nomi come possibili sulla Base erogatrice prima del periodo di assistenza di tre anni dalla Provincia PCM, stabilendo una revisione e un Comitato consultivo per la Società “Little Flower” UK ed espandendola eventualmente in altri paesi.

4.    RASSEGNA ECONOMICA DEI REDDITI E OBBLIGAZIONI DELLA CURIA  

Deve essere fatta da esperti di contabilità professionale con la presentazione al Consiglio delle Province a Fatima nel settembre 2003, all’incontro Internazionale degli Economi e della Commissione Economica  a Roma nel novembre 2003.

5.    L’ECONOMO GENERALE PROMUOVE LE RELAZIONI PERSONALI CON I PROVINCIALI ED ECONOMI PROVINCIALI

per spiegare le necessità della Curia Generalizia e comprendere e apprezzare i bisogni e le realtà di ogni Provincia, Commissariato e Delegazione.

6.    SCELTA E NOMINA DI TRE MEMBRI nella Commissione Economica Internazionale, esperti in banking, investimenti e  finanziamenti.

7.    RIDUZIONE NEL NUMERO DEI CONTI BANCARI entro l’anno.

8.    STABILITO UN NUOVO CONTO PER LE SPESE STRAORDINARIE

9.    CREATA UNA NUOVA FORMA DI RELAZIONE FINANZIARIA PROVINCIALE  con specificazioni standard e aspettative.

10.            STABILITA UNA POLITICA DI  TRE PREVENTIVI  PER IL LAVORO STRAODINARIO

RELAZIONE SULLO STATO DI AVANZAMENTO DEGLI OBIETTIVI E STRATEGIE NEL 2002-2003

1.       È stato creato un ufficio per l’Economo con nuovi hardware e software donati dalla Provincia PCM.

2.       Patrizia Concas è stata assunta come assistente per l’ingresso dati e lavoro di segreteria.

3.    Jurek Borucki FCA di Keith - Vaudrey & Co. Londra, Inghilterra, è stata assunta per fare la nostra prima revisione finanziaria professionale per l’anno 2002 per la Curia e le sue entità. I costi di questa revisione economica sono stati coperti dalla Provincia PCM. 

4.    Tre esperti laici sono stati inseriti nella  Commissione Economica Internazionale.

5.    Otto conti bancari della Curia sono stati chiusi nella Banca del Vaticano (IOR), Inghilterra, Spagna e Germania.

6.    Si è soliti inviare un telegramma per trasferire denaro dalle Province ai conti della Curia a Roma,  con la notificazione per fax o e-mail dell’invio.

7.    Quattro conti sparsi di investimento sono stati chiusi in Germania, Indonesia e Paesi Bassi. La somma di € 349.017 di questi conti è stata trasferita a un conto temporaneo nella Banca del Vaticano (IOR) fino a che non si prenderà una decisione ultima a riguardo. Un quinto conto di investimento di $ 138.000 USD sarà chiuso in Inghilterra prima della fine dell’anno corrente. Questo denaro sarà trasferito anch’esso in un conto presso il Vaticano. Gli investimenti sono stati inizialmente acquistati tra il 1981 e il 1994 attraverso i contributi straordinari delle Province e sono stati stimati $1,250.000 USD nel 1994. Nel 2000 sono stati stimati approssimativamente: $ 1,433.310 USD. Dal 1996 al 2001 gli interessi sono stati circa $ 280.000, usati per le attività ordinarie della Curia. Il valore attuale è di circa € 1.250.000.

8.    Sono stati pagati € 1.274.747 con la collaborazione e la generosità delle Province per il CISA e CASA CURIA per ridurre il debito (gennaio 2002). Tale debito si è ridotto da € 2.534.374,53 nel giugno 2001 a € 1.630.582.85 nel giugno 2003.

9.    Ho incontrato personalmente gli economi di Australia, Indonesia, Portogallo, Malta, Province del Nord America PCM e S. Elia e con gli economi di Irlanda, Gran Bretagna, Germania, Germania Inferiore, Repubblica Ceca e Polonia per esporre le necessità del Nord Europa, le finalità e gli obiettivi della Curia e per comprendere e apprezzare i bisogni e le realtà di ogni Provincia, Commissariato e Delegazione Generale.

10.            È stata implementata  la nuova politica di tre preventivi per opere straordinarie.

11.            Nei primi anni, la Società “Little Flower” UK ha acquistato 14.000 indirizzi, ha avuto entrate di € 394.000 e ha contributo € 66.000 per aiutare lo sviluppo dell’Ordine in Africa, Asia e America Latina,  € 1.800 per gli stipendi della Messa inoltre sono trasmessi alla Curia ogni tre mesi secondo le intenzioni dei donatori. Sono stati costituiti comitati di esame e consultivi per guidare e controllare gli sviluppi della Società “Little Flower” UK.

RELAZIONE ECONOMICA DEL 2002 preparata da Jurek Borucki di Keith Vaudrey & Co., Londra, Inghilterra  (vedi appendice 1)

DEBITI E OBBLIGAZIONI DELLA CURIA

1.    CISA/CASA CURIA – credito aperto        € 1.630.582,45   

2.    DOMUS CARMELITANA
ipoteca                                                        € 1.731.914,44
credito aperto                                               € 2.375.645.19
debito totale Domus                                        € 4.107.559,63         

3. DEBITO TOTALE DELLA CURIA              € 5.758.618.32   al 30 giugno 2003

4.   DEBITI E OBBLIGAZIONI DELLA DOMUS ALL’ANNO
(escluso il credito principale, debito di  € 2.396.121,43 al 30/6/03)
interessi del credito                              €    100.000,00
ipoteca                                               €    312.000,00
Totale obbligazioni all’ anno                    €    412.000,00

5.    ENTRATE DOMUS 2002
Entrate ospiti                                       €    260.000,00
Sovvenzione regionale                           €      45.000,00
Totale entrate annue                            €    305.000,00

6.    DISAVANZO  SULL’IPOTECA E INTERESSI PAGATI SUL CREDITO APERTO           

c. € 107.000,00 p.a.

La Domus è incapace a generare sufficienti fondi monetari per coprire i suoi debiti. Secondo gli accordi di Bamberg, le Province si sono impegnate a pagare il debito totale della Casa Curia/Cisa, ma non della Domus. Le Province sono molto generose nel partecipare al debito della CASA CURIA/CISA che sta diminuendo come previsto. A causa del mancato progetto per il reddito del Parcheggio-Garage, il solo modo per pagare i debiti della Domus è tramite i guadagni dell’accoglienza.  

Come risulta dal prospetto, vi è un deficit di c. € 107.000 p.a. per pagare l’ipoteca e gli interessi sul credito aperto. E questo non tocca il principale debito di € 2.375.645 sul credito aperto. Anche se i guadagni della Domus potessero in realtà essere maggiori, attualmente non è fattibile il produrre ciò che è sufficiente per saldare il principale credito aperto.

7.    STATUS DEL CREDITO APERTO al 30 giugno 2003
Credito limite 11/12/1999             € 2.582.285,00
Fondi utilizzati 30/6/2003             € 2.375,645,19
Credito usato 30/6/2003              €    206.639,81          

Problema che urge è raggiungere il limite del credito aperto. Per questo motivo € 100.000,00 del nostro investimento monetario sono stati temporaneamente prestati al conto del credito aperto della Domus con l’approvazione della Commissione Economica Internazionale e del Consiglio Generale. 

POSSIBILI SOLUZIONI PER LA DOMUS

1.    AMMINISTRAZIONE 

La mancanza di reddito è considerata come un problema di amministrazione e marketing. Sia lo studio di fattibilità originale che gli ultimi esperti consultati, indicano che i livelli di occupazione per l’area in cui la Domus si trova dovrebbero essere del 70 e 80 %.  Il tasso di occupazione del 2002, mentre allora si era nel 2001, era ancora sotto le possibili proiezioni. Approssimativamente si sono alzati di € 260.000 attraverso i tassi correnti di occupazione più l’addizionale di € 45.000 dalla concessione regionale, il tutto ancora meno che necessario a incontrare l’ipoteca e i pagamenti degli interessi del credito aperto di  € 412.000 all’anno.  Queste le possibili soluzioni:
a.       continuare con l’amministrazione attuale a incrementare gli sforzi di marketing per aumentare i livelli di occupazione e guadagno e stabilire un comitato consultivo per avere mensilmente relazioni sullo stato di avanzamento. 
b.    impiegare una azienda professionale per amministrare la Domus con un importo garantito da dare ai Carmelitani per pagare l’ipoteca e con incontri regolari per le relazioni sullo stato di avanzamento.
c.    impiegare un laico manager con percentuale di profitto quale incentivo con la Famiglia Carmelitana Donum Dei per il ristorante della Domus, pulizie e altri servizi necessari e stabilire un comitato consultivo che mensilmente presenti le relazioni sullo stato di avanzamento.

Nell’autunno del 1999, è stata chiamata la Società SIAT per la Domus. In seguito all’invito pressante dei nostri contabili e avvocati, Fr. Enzo Mosca è stato nominato direttore per occuparsi dei nostri interessi, questo quando eravamo in partnership con la SIAT. Inizialmente era evidente che non era a nostro vantaggio questo tipo di rapporto.  Ecco perché alla scadenza del contratto con la SIAT il 18 aprile 2001, non è stato rinnovato. Fr. Enzo Mosca è stato introdotto nell’amministrazione diretta della Domus.  Da allora fino ad oggi nulla è cambiato.

La partnership con la SIAT era sulla base di condivisione degli utili (80% all’Ordine e il 20% alla SIAT). La SIAT ha realizzato la maggior parte dei profitti dai contratti con  le aziende di servizi che lavorano alla Domus. Questo genere di partnership non ha incoraggiato la SIAT a lavorare sodo per gli utili sull’occupazione, per cui hanno ricevuto soltanto il 20% di utili diretti.

Inizialmente è stato proposto di affidare tutta l’organizzazione della Domus alla SIAT in cambio di una parte dei guadagni a fine anno. La SIAT ha detto che avremmo potuto ricavare approssimativamente € 400.000. p.a. La Curia ha chiesto ad altre società e l’offerta della SIAT era comunque la più propositiva. I nostri avvocati ci hanno detto che questo genere di contratto non era consigliabile per noi perché avremmo dovuto versare al Governo Italiano la somma intera dell’IVA (€ 418.000) sulla CISA/DOMUS. Altre società ci hanno assicurato che non avremmo avuto con loro questo problema.

Il 16 giugno 2003 è stata contattata la società internazionale di Palandri Horwath, con sedi a Roma, per uno studio aggiornato e una valutazione della proprietà del CISA e della DOMUS CARMELITANA. Questo studio è stato realizzato dal sig. Massimo De Rosa (Italia) e John Lanahan (USA).  (Vedi appendice 2)

2.    FINANZIARIA

La mancanza di reddito sufficiente da due e più anni a questa parte ha creato due problemi finanziari. Il primo e più urgente è che il credito aperto raggiungerà il suo limite di € 2.582.285 entro dicembre 2003, senza mezzi per poterlo estinguere con conseguenti aumenti della Banca. Il secondo problema è  che il reddito annuale della Domus manca di € 412.000,00 necessari per pagare annualmente l’ipoteca e l’interesse del credito aperto. Questa realtà non paga la somma principale del credito aperto di € 2.396.121,43. La ristrutturazione dell’ipoteca non è una opzione pratica, dal momento che il debito corrente non può essere pagato, un debito più grande sarebbe impossibile pagarlo. Unire l’ipoteca attuale e il credito aperto in una sola ipoteca, richiederebbe un pagamento annuale di € 500.000 o più a 3.1 % in dieci anni. Alcune soluzioni possibili:
·        prendere in prestito 4.5 milioni di euro da una o più Province per cambiare i debiti dell’ipoteca esterna e del credito aperto in unico debito interno nell’ambito dell’Ordine.
·        dividere il debito della Domus, il credito aperto di 2.6 milioni di euro tra tutte le Province secondo le percentuali assegnate di ogni Provincia per eliminare i conti di credito aperti della Domus subito.
·        utilizzare i soldi dell’investimento della Curia Generalizia di circa € 1.250.000 con una somma proporzionata che si basi per ogni Provincia sulle percentuali assegnate per eliminare i conti di credito aperti della Domus subito.

SOLUZIONI A LUNGO TERMINE

come leasing o vendere delle proprietà richiederebbe l’approvazione del Capitolo Generale e inoltre molto tempo per la realizzazione il che non risolve il problema immediato attuale.

James Des Lauriers, O.Carm.
Economo Generale


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Ultima revisione: 2 settembre
2003