Incontri Internazionali Carmelitani

Congresso del Laicato Carmelitano
MESSAGGIO FINALE
2-9 settembre 2006
Sassone (Roma)

Sorelle e fratelli chiamati a formarsi per crescere nel dialogo e a comunicare la bella notizia del Regno

Siamo circa duecentotrenta persone, laici e laiche, suore e frati, provenienti da una ventina di paesi e una trentina di province e commissariati, da Timor Leste a Trinidad, da Puerto Rico a Portogallo e da Brasile alla Gran Bretagna. Da sette giorni siamo riuniti a Sassone (Roma) per conoscerci, approfondire i temi della formazione e della comunicazione, ci siamo scambiati informazioni ed esperienze, abbiamo condiviso speranze, sogni, progetti.

Al termine di questo Congresso internazionale del Laicato Carmelitano, ci rivolgiamo a voi, sorelle e fratelli – frati, monache, suore, terziarie e terziari, laici e laiche dei movimenti carmelitani – perché desideriamo comunicarvi la nostra gioia di appartenere alla Famiglia Carmelitana.

In questi giorni si sono intrecciati due percorsi di riflessione, approfondimento e discussione. Il primo, quello della formazione, come cammino graduale e progressivo di trasformazione per una piena conformazione a Cristo, lungo i sentieri proposti dal carisma e dalla spiritualità carmelitana; il secondo è quello della comunicazione, tra noi e con gli altri, come risposta alla vocazione di figli e figlie del Dio che si è rivelato perché lo conoscessimo.

P. John Malley ci ha aperto una finestra sul panorama affascinante della spiritualità carmelitana, attraverso l’indicazione di dieci valori fondamentali. Siamo poi stati accompagnati a gettare uno sguardo dalle vette vertiginose della contemplazione: Miguel Norbert Ubarri ci ha aperto un squarcio sull’affascinante esperienza magistrale di s. Giovanni della Croce, mentre Giambattista Genovese ci ha offerto alcune piste per tradurre nel quotidiano della vita laicale la chiamata alla contemplazione.

Il percorso della formazione ha avuto il punto di forza nel racconto delle diverse esperienze. Quello della comunicazione ha toccato due momenti forti nelle conferenze di Anita Renehan, la quale ci ha illustrato quanto già si fa e si potrebbe fare per la comunicazione tra i laici dell’Ordine, e di Sylvia Lucas, che ci ha indicato possibili ambiti comunicativi, tradizionali e nuovi.

Frei Tito Figueroa ci ha condotto al punto d’incontro dei due sentieri, dove abbiamo contemplato le icone bibliche di Maria ed Elia, una donna e un uomo di Dio e perciò pienamente disponibili per le sorelle e i fratelli, due vite che si sono lasciate trasformare dallo Spirito di Dio e per questo sono divenute eloquenti, capaci di parlare a tutti e a ciascuno, ovunque e sempre. Due vite ispiranti anche per noi, oggi, che ci sentiamo loro figli spirituali.

Desideriamo proseguire l’approfondimento della conoscenza del dono che lo Spirito Santo ci ha fatto, nella sua materna capacità di generare cose nuove dal nulla, perché possiamo essere nel nostro tempo e nei diversi ambienti in cui viviamo segno della presenza piena d’amore del Dio della vita. Desideriamo, insieme a voi, crescere nella fraternità: in un mondo tragicamente ferito da divisioni, lotte, guerre di ogni genere, ci sentiamo chiamati a costruire la famiglia umana, secondo il progetto del Dio Padre-Madre che ci ha creato. Riconosciamo di aver incontrato Gesù Cristo, la Parola di Dio incarnata, che ci ha toccato e ha guarito la nostra infermità; siamo viventi in lui, con lui e per lui: vogliamo annunciare a tutti quest’esperienza.

Desideriamo migliorare la nostra formazione: il confronto con esperienze diverse e i suggerimenti ricevuti possono aiutarci a trovare nuovi stimoli e possibilità di ulteriori passi in avanti da fare insieme, in comunione d’intenti e di sensibilità.

Desideriamo imparare a comunicare sempre più e meglio. Tra di noi, perché cresca il senso di famiglia e possiamo essere davvero in piena comunione. Con gli altri, perché a tutti possa arrivare la notizia bella e affascinante che Dio si prende cura di ciascuno, che ci vuole pienamente viventi e felici, che ci vuole sorelle e fratelli senza distinzioni di lingua, razza, religione, cultura…

Desideriamo essere in piena comunione con tutti voi, per questo vi invitiamo a proseguire il cammino di formazione e a migliorare la nostra comunicazione.

Il «discepolo che Gesù amava» (Gv 13,23), quello che ha cercato Gesù, è rimasto con lui, lo ha seguito (cfr Gv 1,35-39; la precisione dei riferimenti può far ritenere che uno dei due sia da identificare con lo stesso discepolo amato), si è lasciato formare dalla sua parola, dai segni, dalla sua presenza, che è cresciuto nella comunione con lui (cfr Gv 13,23-25) tanto da seguirlo durante il processo (cfr Gv 18,15-16) e fin sotto la croce (cfr Gv 19,26), che ha saputo riconoscere i segni della risurrezione (cfr Gv 20,8; 21,7), che ha accolto Maria nella sua casa tra le sue cose più intime (Gv 19,26-27), il discepolo che “rimarrà” fino alla venuta del Signore (cfr Gv 21,22) ci accompagni per il sentieri della contemplazione – attraverso la preghiera, la fraternità e il servizio – perché possiamo essere profeti e testimoni autentici della Parola di Dio nel mondo d’oggi, portatori di un messaggio che Dio stesso vuole comunicare a ciascuno dei suoi figli e delle sue figlie.

Chiediamo, anche:
• di proseguire lo sforzo di organizzazione a livello internazionale incrementando il lavoro della Commissione internazionale per il laicato carmelitano;
• di sviluppare il segretariato internazionale, che favorisca la crescita della comunicazione tra tutte le componenti del laicato, nelle forme più adatte e aperte alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia; perché il segretariato possa proseguire il proprio lavoro, occorre individuare fonti di finanziamento sufficienti;
• di crescere nella formazione secondo linee comuni; a questo effetto desideriamo incoraggiare la pubblicazione di una guida per la formazione, che indichi le coordinate essenziali per il cammino formativo da adattare e completare in modo opportuno in ogni regione, o provincia, secondo le situazioni concrete, le differenti realtà culturali e le esigenze del mondo e della Chiesa in cui siamo chiamati a vivere.

Ripartiamo per le nostre case, torniamo in mezzo a voi, sorelle e fratelli, forti dell’esperienza di fraternità che abbiamo fatto in questi giorni. Accompagnati da Maria e illuminati dalla sua presenza, ci lasciamo guidare dallo Spirito, perché come lei e come il nostro padre Elia diventiamo capaci di riconoscere i segni fragili e potenti della presenza di Dio nella storia per annunciarla con rinnovato slancio a chiunque incontreremo, finché il Signore venga a compiere il disegno del Padre. Vieni, Signore Gesù!

Sassone, 8 settembre 2006

image


Precedente | Su | Successiva | Le NovitÓ | Mappa del Sito | Home Page
Ricerca | Libro dei Visitatori | Mailing List | Web Master


Ultima revisione: 23 novembre 2006